Benvenuto nel Museo dei Carmelitani
Il luogo in cui sorge l’attuale santuario, in stile barocco e dedicato alla Madonna del Carmine, racchiude una storia molto antica. La chiesa risale all’Epoca tardo-bizantina ovvero pre-normanna, quando fu costruita sopra un ipogeo anacoretico dedicato all’Arcangelo Michele. Fonti documentali dell’anno milleduecentoquarantacinque la attestano sin dall’Età normanno-sveva.
Nella Grotta di San Michele Arcangelo, sono stati rinvenuti reperti preziosi come le monete risalenti all’Età tardo-antica e resti di calzari medievali ed interessanti frammenti dell’antica decorazione pre-barocca che un tempo adornava l’interno della chiesa.
Il sedicesimo secolo segna una svolta significativa per il santuario. Nel millecinquecentoventuno su richiesta del popolo mesagnese e dell’Universitas, l’antica chiesa di San Michele Arcangelo è concessa ai Frati Carmelitani dal viceré Ramon de Cardona, in nome del Re Carlo quinto d’Asburgo. Inizia una nuova era per il santuario con la costruzione di un edificio sacro più ampio e del convento.
Il culto mariano si affianca alla protezione micaelica, creando una dualità che ispirerà l’intera produzione artistica futura all’interno del santuario. La presenza dei Carmelitani, che si intreccia con la storia di Mesagne per cinquecento anni, consolida la devozione della comunità verso la Vergine del Monte Carmelo, patrona della città dal milleseicentocinquantuno. Un segno tangibile di questa devozione è la statua piccola della Madonna del Carmine, arricchita dai suoi abiti.
Completano la raccolta gli oggetti sacri. Gli argenti sono di pregevole fattura, tra questi spiccano sei calici e un turibolo destinati all’uso liturgico, datati ai secoli diciottesimo e diciannovesimo. I paramenti mostrano una lavorazione raffinata testimoniando l’attenzione dell’Ordine Carmelitano alla realizzazione di oggetti destinati alla celebrazione eucaristica.




